Versione Ninivita: Gli eroi giungono nella Foresta (1-14)
osservavano meravigliati l’altezza dei cedri;
erano come estasiati all’entrata del bosco,
dove Khubaba andando e venendo provoca terremoti:
essi guardarono la montagna dei cedri, il luogo dove
dimorano gli dei, il santuario di Irnini;
i cedri si alzavano maestosi e lussureggianti sulla montagna,
la loro ombra era gradevole, dava felicità a chi vi entrava;
il terreno era pieno di cespugli che riempivano tutta la Foresta;
un fossato per una lunghezza di una doppia ora di viaggio
circondava la Foresta.
lacuna di 35 righe
Versione Ninivita: Reazione di Khubaba al taglio dei cedri (50-74)
e fuori dalle guaine [ ],
la lega di metallo spalmata di [ ]
Pugnali, spade, [ ]
essi portavano [ ] Khubaba fece udire la sua voce e disse:
"Egli non andrà [ ]
egli non si salverà [ ]".
lacuna di 7 righe, ecc.
Versione di Uruk: Maledizione di Khubaba (1-50)
Gilgamesh: "O Gilgamesh, lo stupido e l’idiota dovrebbero interrogarsi.
Perché sei venuto da me?
Il tuo amico, o Enkidu, (hai condotto) alla mia presenza,
proprio tu, figlio di pesci, che non conosci tuo padre,
(e sei simile) alle tartarughe piccole e grandi che non hanno
succhiato il latte alle loro madri!
degno di avvicinarmi a te!
Anche se io ti uccidessi, come potrei soddisfare
il mio stomaco?
Perché hai condotto Gilgamesh alla mia presenza?
Prima che tu entrassi con uno straniero, tuo amico,
avrei dovuto mordere la gola e la nuca di Gilgamesh;
alle aquile e agli avvoltoi!". Gilgamesh fece udire la sua voce e così parlò rivolgendosi
ad Enkidu: "Amico mio, il volto di Khubaba (mi appare) completamente
diverso (da come me l’ero immaginato),
e la sua mole si staglia [ ],
sicché il tuo cuore trema e io mi voglio allontanare subito".
perché la tua bocca è senza parole e cerchi di nasconderti?
Ora, amico mio, è stata preparata per te un’arma:
il fabbro ha versato nella forma il rame per [ ],
lo riscalda per una doppia ora e lo fa raffreddare 20
per un’altra doppia ora,
per mandare l’arma del diluvio, per prendere la sferza! Non volgere i tuoi passi, non tornare indietro!"[ ]
lacuna di ca. 25 righe
Il vittorioso scontro con il mostro Khubaba (50-62)
sotto la pressione dei loro talloni la terra si divise,
a causa del loro saltellare Sirara e Libano furono spaccati
in due.
Le nuvole bianche divennero nere,
il vento del sud, il vento del nord, il vento dell’est, il vento
dell’ovest, il turbine,
la tempesta, l’uragano, il vento cattivo, il vento-Simurru,
il demone-Asakku, il vento gelido, il vento di pioggia,
il mulinello,
si oscurò:
egli non poteva avanzare ne poteva indietreggiare,
così le armi di Gilgamesh ebbero successo contro Khubaba.
Le lusinghe pericolose di Khubaba ormai vinto (63-214)
"Gilgamesh, tu sei piccolo: tua madre ti ha (appena) partorito,
della Montagna,
tu, l’erede di Uruk, re Gilgamesh,
[ ] Gilgamesh [ ]
io mi metterò a tua disposizione [ ]
tu avrai per te tutti gli alberi che vorrai,
ti riserverò come dono speciale il mirto, [ ]
tronchi di legno che siano orgoglio del tuo palazzo".
a Gilgamesh:
"Amico mio, non ascoltare le parole di Khubaba
lacuna di ca. 20 righe
della mia abitazione,
ed ora conosci tutto ciò che (per essa) è stato deciso.
Io avrei dovuto scaraventarti in alto e ucciderti all’entrata
della mia Foresta
avrei dovuto dare in pasto la tua carne ai serpenti volanti,
alle aquile e agli avvoltoi.
Ma ora, o Enkidu, sta a te decidere la mia sorte
a Gilgamesh: "Amico mio, Khubaba, il guardiano della Foresta dei Cedri,
azzoppalo, uccidilo, schiaccialo in modo che io possa
sopravvivere.
(Fa ciò) prima che il capo di tutti, Enlil, possa udirlo [ ]
Enlil, a Nippur, Shamash a Sippar. [ ]
Fa ciò ad eterna memoria [ ],
come Gilgamesh sgozzò Khubaba [ ]". Khubaba però udì e [ ]
a Gilgamesh: "Amico mio, Khubaba, il guardiano della Foresta dei Cedri,
uccidilo e [ ]
(Fa ciò) prima che il capo di tutti, Enlil, possa udirlo [ ]
e gli dei siano pieni di collera con noi,
Enlil, a Nippur, Shamash a Sippar. [ ]
Fa ciò ad eterna memoria [ ],
lacuna di ca. 23 righe
ambedue non raggiungano la vecchiaia;
oltre al suo amico Gilgamesh, Enkidu non abbia amici!". Enkidu fece udire la sua voce e parlò, così disse
a Gilgamesh: "Amico mio, io parlo a te, ma tu non mi ascolti!
lacuna di ca. 40 righe (uccisione del mostro Khubaba. Lo sviluppo dell’azione si può ritrovare su alcune tavolette appartenenti all’Epopea Paleo babilonese. Questa risale al 1800 a.C., molti secoli prima di quelle rinvenute nella Biblioteca di Ninive databili attorno all’800-700 a.C. All’epopea paleo babilonese non appartiene il frammento sul Diluvio ritrovato da George Smith quando si recò in Mesopotamia, ma probabilmente le opere sono coeve. Dell’Epopea paleo babilonese è stato ritrovato un colofone:
Tavola II: egli è superiore agli altri re.
Da esso apprendiamo che la composizione iniziava con la riga 27 del prologo dell’Epopea e che era già suddivisa in varie tavole anche se probabilmente è meno lunga della epopea classica. Da questa si apprende che l’uccisione del mostro è opera di tutti e due gli eroi: mentre Gilgamesh lo colpisce alla nuca, Enkidu gli trafigge il cuore).
Gilgamesh ed Enkidu tagliano i cedri (255-266)
Enkidu fece udire la sua voce e disse, così parlò a Gilgamesh: "Amico mio, è stato abbattuto il meraviglioso cedro,
la cui corona bucava il cielo.
dodici spanne, la cui larghezza due volte dodici spanne,
una spanna sia il suo spessore; la cui spranga, il suo cardine inferiore,
il suo cardine superiore siano ognuno di una spanna.
Che sia trasportata a Nippur, l’Eufrate possa trascinarla; che a
Nippur [ ]". Allora essi approntarono un cindolo e lo immersero
nel fiume.
mentre Gilgamesh tiene alta la testa di Khubaba.