Gilgamesh incalza Utanapishtim (1-7)
"Io guardo a te, Utanapishtim,
le tue
fattezze non sono diverse, tu sei uguale a me,
si, tu non sei diverso,
uguale a me sei tu!
Il mio animo è tutto proteso a
misurarsi con te,
e tuttavia il mio braccio è inerme contro di te! Perciò dimmi: come sei entrato nella schiera degli dei,
ottenendo la vita?".
5e tuttavia il mio braccio è inerme contro di te! Perciò dimmi: come sei entrato nella schiera degli dei,
ottenendo la vita?".
Gli dei decidono la massima punizione (8-19)
"Una cosa nascosta, Gilgamesh, ti voglio rivelare,
e il segreto degli dei ti voglio
manifestare.
Shuruppak - una città che tu conosci,
che sorge sulle rive dell’Eufrate -
questa città era già vecchia e gli dei abitavano in essa. Bramò il cuore dei grandi dei di mandare il diluvio.
10che sorge sulle rive dell’Eufrate -
questa città era già vecchia e gli dei abitavano in essa. Bramò il cuore dei grandi dei di mandare il diluvio.
Prestarono il giuramento il loro
padre An,
Enlil, l’eroe, che li consiglia,
Ninurta il loro maggiordomo,
Ennugi, il loro controllore di canali;
Ninshiku-Ea aveva giurato con loro.
15Enlil, l’eroe, che li consiglia,
Ninurta il loro maggiordomo,
Ennugi, il loro controllore di canali;
Ninshiku-Ea aveva giurato con loro.
Il dio della saggezza rivela ad Utanapishtim la decisione divina (29-47)
Le loro intenzioni
(quest’ultimo) però le rivelò
ad una capanna: "Capanna, capanna! Parete, parete!
Capanna, ascolta; parete, comprendi! Uomo di Shuruppak, figlio di Ubartutu,
abbatti la tua casa, costruisci una nave,
20ad una capanna: "Capanna, capanna! Parete, parete!
Capanna, ascolta; parete, comprendi! Uomo di Shuruppak, figlio di Ubartutu,
abbatti la tua casa, costruisci una nave,
abbandona la ricchezza, cerca la
vita!
Disdegna i possedimenti, salva la vita!
fai salire sulla nave tutte le specie viventi! La nave che tu devi costruire -
le sue misure prendi attentamente,
25Disdegna i possedimenti, salva la vita!
fai salire sulla nave tutte le specie viventi! La nave che tu devi costruire -
le sue misure prendi attentamente,
eguali siano la sua larghezza e
la sua lunghezza - ;
tu la devi ricoprire come l’Apzu". Io compresi e così io parlai al mio signore Ea: "L’ordine, mio signore, che tu mi hai dato,
l’ho preso sul serio e lo voglio eseguire.
30tu la devi ricoprire come l’Apzu". Io compresi e così io parlai al mio signore Ea: "L’ordine, mio signore, che tu mi hai dato,
l’ho preso sul serio e lo voglio eseguire.
Che cosa dico però alla città,
agli artigiani e agli anziani?"
Ea aprì la sua bocca,
così parlò a me il suo servo: "Tu, o uomo, devi parlare loro così: ’Mi sembra che Enlil sia adirato con me;
35così parlò a me il suo servo: "Tu, o uomo, devi parlare loro così: ’Mi sembra che Enlil sia adirato con me;
perciò non posso vivere più
nella vostra città
non posso più porre piede sul territorio di Enlil.
Per questo voglio scendere giù nell’Apzu, e là abitare
con il mio signore Ea. Su di voi però Enlil farà piovere abbondanza,
abbondanza di uccelli, abbondanza di pesci.
40non posso più porre piede sul territorio di Enlil.
Per questo voglio scendere giù nell’Apzu, e là abitare
con il mio signore Ea. Su di voi però Enlil farà piovere abbondanza,
abbondanza di uccelli, abbondanza di pesci.
Egli vi regalerà ricchezza e
raccolto.
Al mattino egli farà scendere su di voi focacce,
di sera egli vi farà piovere una pioggia di grano".
45Al mattino egli farà scendere su di voi focacce,
di sera egli vi farà piovere una pioggia di grano".
Fervono i lavori per la costruzione dell’arca (48-88)
il falegname porta la sua
ascia,
il giuncaio porta il suo ...
[ ] I giovani uomini [ ]
le case [ ] le mura di mattoni.
Anche i bambini portano pece.
50il giuncaio porta il suo ...
[ ] I giovani uomini [ ]
le case [ ] le mura di mattoni.
Anche i bambini portano pece.
Il povero [ ] portò il
necessario.
Al quinto giorno disegnai lo schema della
nave;
la sua superficie era grande come un campo,
le sue pareti
erano alte 120 cubiti. Il bordo della sua copertura raggiungeva anch’esso 120 cubiti.
Io tracciai il suo progetto, feci il suo modello:
55erano alte 120 cubiti. Il bordo della sua copertura raggiungeva anch’esso 120 cubiti.
Io tracciai il suo progetto, feci il suo modello:
suddivisi la superficie in sei
comparti,
innalzai fino [ ] sette piani. La sua base suddivisi per nove volte. Nel suo mezzo infissi pioli per le acque;
scelsi le pertiche e approntai tutto ciò che serviva
alla sua costruzione:
60innalzai fino [ ] sette piani. La sua base suddivisi per nove volte. Nel suo mezzo infissi pioli per le acque;
scelsi le pertiche e approntai tutto ciò che serviva
alla sua costruzione:
tre sar di bitume grezzo versai
nel forno,
tre sar di bitume fine impiegai;
la gente che portava i canestri erano tre sar,
essi portavano l’olio:
tranne un sar di olio che i [ ] hanno consumato,
due sar di olio sono stati messi da parte dal marinaio.
65tre sar di bitume fine impiegai;
la gente che portava i canestri erano tre sar,
essi portavano l’olio:
tranne un sar di olio che i [ ] hanno consumato,
due sar di olio sono stati messi da parte dal marinaio.
Come approvvigionamento macellai
buoi,
giorno dopo giorno uccisi pecore;
mosto, birra, olio e vino
gli artigiani bevvero come fosse acqua del fiume,
essi celebrarono una festa come se fosse la festa
del Nuovo Anno!
70giorno dopo giorno uccisi pecore;
mosto, birra, olio e vino
gli artigiani bevvero come fosse acqua del fiume,
essi celebrarono una festa come se fosse la festa
del Nuovo Anno!
Al sorgere del sole io feci
un’unzione;
al tramonto la nave era pronta. Il varo della nave era molto difficile;
corde per il varo furono lanciate sopra e sotto;
due terzi di essa stavano sopra la linea d’acqua.
75al tramonto la nave era pronta. Il varo della nave era molto difficile;
corde per il varo furono lanciate sopra e sotto;
due terzi di essa stavano sopra la linea d’acqua.
Tutto ciò che io possedevo lo
caricai dentro:
tutto ciò che io possedevo di argento lo caricai dentro,
tutto ciò che io possedevo di oro lo caricai dentro, tutto ciò che io possedevo di specie viventi le caricai dentro:
sulla nave feci salire tutta la mia famiglia e i miei parenti,
80tutto ciò che io possedevo di argento lo caricai dentro,
tutto ciò che io possedevo di oro lo caricai dentro, tutto ciò che io possedevo di specie viventi le caricai dentro:
sulla nave feci salire tutta la mia famiglia e i miei parenti,
il bestiame della steppa, gli
animali della steppa,
tutti gli artigiani feci salire. L’inizio del diluvio me lo aveva indicato Shamash: "Al mattino farò scendere focacce, la sera farò piovere
una pioggia di grano;
allora sali sulla nave e chiudi la porta!".
85tutti gli artigiani feci salire. L’inizio del diluvio me lo aveva indicato Shamash: "Al mattino farò scendere focacce, la sera farò piovere
una pioggia di grano;
allora sali sulla nave e chiudi la porta!".
Il diluvio distrugge ogni forma di vita (89-134)
al mattino scesero focacce, la
sera una pioggia di grano.
Io allora osservai le fattezza del giorno:
al guardarlo, il giorno incuteva paura. Entrai dentro la nave e sprangai la mia porta.
Al marinaio Puzuramurri, il costruttore della nave,
90Io allora osservai le fattezza del giorno:
al guardarlo, il giorno incuteva paura. Entrai dentro la nave e sprangai la mia porta.
Al marinaio Puzuramurri, il costruttore della nave,
regalai il palazzo con tutti i
suoi averi.
Appena spuntò l’alba,
dall’orizzonte salì una nuvola nera. Adad all’interno di essa tuonava continuamente,
davanti ad essa andavano Shullat e Canish;
95dall’orizzonte salì una nuvola nera. Adad all’interno di essa tuonava continuamente,
davanti ad essa andavano Shullat e Canish;
i ministri percorrevano monti e
pianure.
Il mio palo d’ormeggio strappò allora
Erragal.
Va Ninurta, le chiuse d’acqua abbatte. Gli Anunnaki sollevano fiaccole,
con la loro luce terribile infiammano il paese.
100Va Ninurta, le chiuse d’acqua abbatte. Gli Anunnaki sollevano fiaccole,
con la loro luce terribile infiammano il paese.
Il mortale silenzio di Adad
avanza nel cielo,
in tenebra tramuta ogni cosa splendente. [ ] Il paese come un vaso egli ha spezzato.
Per un giorno intero la tempesta infuriò,
il vento del sud si affrettò per immergere le montagne
nell’acqua:
105in tenebra tramuta ogni cosa splendente. [ ] Il paese come un vaso egli ha spezzato.
Per un giorno intero la tempesta infuriò,
il vento del sud si affrettò per immergere le montagne
nell’acqua:
come un’arma di battaglia la
distruzione si abbatte
sugli uomini. A causa del buio il fratello non vede più suo fratello,
dal cielo gli uomini non sono più visibili. Gli dei ebbero paura del diluvio,
indietreggiarono, si rifugiarono nel cielo di An.
110sugli uomini. A causa del buio il fratello non vede più suo fratello,
dal cielo gli uomini non sono più visibili. Gli dei ebbero paura del diluvio,
indietreggiarono, si rifugiarono nel cielo di An.
Gli dei accucciati come cani si
sdraiarono la fuori!
Ishtar grida allora come una partoriente,
si lamentò Beletili, colei dalla bella voce: "Perché quel giorno non si tramutò in argilla,
quando io nell’assemblea degli dei ho deciso il male?
115Ishtar grida allora come una partoriente,
si lamentò Beletili, colei dalla bella voce: "Perché quel giorno non si tramutò in argilla,
quando io nell’assemblea degli dei ho deciso il male?
Perché nell’assemblea degli dei
ho deciso il male,
dando, come in guerra, l’ordine di distruggere le mie genti?
Io proprio io ho partorito le mie genti
ed ora i miei figli riempiono il mare come larve di pesci". Allora tutti gli dei Anunnaki piansero con lei.
120dando, come in guerra, l’ordine di distruggere le mie genti?
Io proprio io ho partorito le mie genti
ed ora i miei figli riempiono il mare come larve di pesci". Allora tutti gli dei Anunnaki piansero con lei.
Gli dei siedono in
pianto.
Secche sono le loro labbra; non prendono cibo! Sei giorni e sette notti
soffia il vento, infuria il diluvio, l’uragano livella il paese. Quando giunse il settimo giorno, la tempesta, il diluvio
cessa la battaglia,
125Secche sono le loro labbra; non prendono cibo! Sei giorni e sette notti
soffia il vento, infuria il diluvio, l’uragano livella il paese. Quando giunse il settimo giorno, la tempesta, il diluvio
cessa la battaglia,
dopo aver lottato come una donna
in doglie.
Si fermò il mare, il vento cattivo cessò e il
diluvio si fermò.
Io osservo il giorno, vi regna il
silenzio.
Ma l’intera umanità è ridiventata argilla.
Come un tetto è pareggiato il paese.
130Ma l’intera umanità è ridiventata argilla.
Come un tetto è pareggiato il paese.
La missione esplorativa degli uccelli (135-154)
Aprii allora lo sportello e la
luce baciò la mia faccia.
Mi abbassai, mi inginocchiai e
piansi.
Sulle mie guance scorrevano due fiumi di lacrime. Scrutai la distesa delle acque alla ricerca di una riva:
finché ad una distanza di dodici leghe non scorsi un’isola.
135Sulle mie guance scorrevano due fiumi di lacrime. Scrutai la distesa delle acque alla ricerca di una riva:
finché ad una distanza di dodici leghe non scorsi un’isola.
La nave si incagliò sul monte
Nisir.
Il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere; un giorno, due giorni, il monte Nisir prese la nave
e non la fece più muovere; tre giorni, quattro giorni, il monte Nisir prese la nave
e non la fece più muovere; cinque giorni, sei giorni, il monte Nisir prese la nave
e non la fece più muovere.
140Il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere; un giorno, due giorni, il monte Nisir prese la nave
e non la fece più muovere; tre giorni, quattro giorni, il monte Nisir prese la nave
e non la fece più muovere; cinque giorni, sei giorni, il monte Nisir prese la nave
e non la fece più muovere.
Quando giunse il settimo
giorno,
feci uscire una colomba, la liberai.
La colomba andò e ritornò,
un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro. Feci uscire una rondine, la liberai;
145feci uscire una colomba, la liberai.
La colomba andò e ritornò,
un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro. Feci uscire una rondine, la liberai;
andò la rondine e ritornò,
un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro. Feci uscire un corvo, lo liberai.
Andò il corvo e questo vide che l’acqua ormai rifluiva,
egli mangiò, starnazzò, sollevò la coda e non tornò.
150un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro. Feci uscire un corvo, lo liberai.
Andò il corvo e questo vide che l’acqua ormai rifluiva,
egli mangiò, starnazzò, sollevò la coda e non tornò.
Sacrifici propiziatori del superstite (155-176)
Feci allora uscire ai quattro
venti tutti gli occupanti
della nave e feci un sacrificio.
Posi l’offerta sulla cima di un monte.
Sette e sette vasi vi collocai:
in essi versai canna, cedro e mirto. Gli dei odorarono il profumo.
155della nave e feci un sacrificio.
Posi l’offerta sulla cima di un monte.
Sette e sette vasi vi collocai:
in essi versai canna, cedro e mirto. Gli dei odorarono il profumo.
Gli dei odorarono il buon
profumo.
Gli dei si raccolsero come mosche attorno all’offerente. Dopo che Beletil fu arrivata
innalzò in alto le sue grandi ’mosche’ che An aveva fatto
per la sua gioia: "Voi, o dei (fate si) che io non dimentichi il lapislazzuli
del mio collo!
160Gli dei si raccolsero come mosche attorno all’offerente. Dopo che Beletil fu arrivata
innalzò in alto le sue grandi ’mosche’ che An aveva fatto
per la sua gioia: "Voi, o dei (fate si) che io non dimentichi il lapislazzuli
del mio collo!
che io ricordi sempre questi
giorni e non li dimentichi mai!
Gli dei vengano all’offerta,
ma Enlil non venga all’offerta,
perché egli ha ordinato avventatamente il diluvio,
destinando le mie genti alla rovina!".
165ma Enlil non venga all’offerta,
perché egli ha ordinato avventatamente il diluvio,
destinando le mie genti alla rovina!".
Dopo che Enlil fu
arrivato,
vide la nave e si infuriò Enlil,
d’ira si riempì il suo cuore verso gli dei Igigi: "Qualcuno si è salvato? Eppure nessun uomo
doveva sopravvivere alla distruzione". Ninurta aprì la sua bocca e disse, così parlò ad Enlil l’eroe:
170vide la nave e si infuriò Enlil,
d’ira si riempì il suo cuore verso gli dei Igigi: "Qualcuno si è salvato? Eppure nessun uomo
doveva sopravvivere alla distruzione". Ninurta aprì la sua bocca e disse, così parlò ad Enlil l’eroe:
"Chi può aver escogitato ciò se
non Ea?
Solo Ea conosce tutti i sotterfugi!".
175Solo Ea conosce tutti i sotterfugi!".
L’ultimo diverbio nel mondo divino (177-196)
"O eroe, tu il più saggio fra gli
dei,
come, come hai potuto agire così sconsideratamente,
ordinando
il diluvio?
Al colpevole imponi la sua pena,
a colui che commette
un delitto imponi la sua pena,
flettilo, ma non venga stroncato; tiralo, ma non sia spezzato! Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe stato meglio che
un leone fosse venuto e avesse fatto diminuire le genti! Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe stato meglio che
un lupo fosse venuto e avesse fatto diminuire le genti! Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe stato meglio che
una carestia si fosse abbattuta sul paese e lo avesse decimato!
180un delitto imponi la sua pena,
flettilo, ma non venga stroncato; tiralo, ma non sia spezzato! Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe stato meglio che
un leone fosse venuto e avesse fatto diminuire le genti! Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe stato meglio che
un lupo fosse venuto e avesse fatto diminuire le genti! Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe stato meglio che
una carestia si fosse abbattuta sul paese e lo avesse decimato!
Piuttosto che mandare il
diluvio, sarebbe stato meglio che
la peste si fosse abbattuta sulle genti e le avesse decimate! Per quanto mi riguarda io non ho tradito il segreto dei
grandi dei! Ho fatto avere soltanto un sogno ad Atramkhasis, al saggio
per eccellenza! Così egli comprese il segreto dei grandi dei!
Ora però prendi per lui una decisione". Enlil salì allora sulla nave,
185la peste si fosse abbattuta sulle genti e le avesse decimate! Per quanto mi riguarda io non ho tradito il segreto dei
grandi dei! Ho fatto avere soltanto un sogno ad Atramkhasis, al saggio
per eccellenza! Così egli comprese il segreto dei grandi dei!
Ora però prendi per lui una decisione". Enlil salì allora sulla nave,
prese la mia mano e mi fece
alzare,
prese mia moglie e la fece inginocchiare al mio fianco.
Toccò la nostra fronte e stando in mezzo a noi ci benedisse: "Prima Utanapishtim era uomo,
ora Utanapishtim e sua moglie siano simili a noi dei.
190prese mia moglie e la fece inginocchiare al mio fianco.
Toccò la nostra fronte e stando in mezzo a noi ci benedisse: "Prima Utanapishtim era uomo,
ora Utanapishtim e sua moglie siano simili a noi dei.
Risieda Utanapishtim lontano,
alla foce dei fiumi".
Essi allora mi presero e mi fecero abitare
lontano,
alla foce dei fiumi. Ed ora chi potrà far radunare per te gli dei
in modo che tu trovi la vita che tu cerchi? Orsù, cerca di non dormire per sei giorni e sette notti".
195alla foce dei fiumi. Ed ora chi potrà far radunare per te gli dei
in modo che tu trovi la vita che tu cerchi? Orsù, cerca di non dormire per sei giorni e sette notti".
La prova del sonno per Gilgamesh (197-234)
Ma appena egli si sedette al
suolo con la testa
tra le sue ginocchia,
il sonno scese su di lui come un velo di nebbia. Utanapishtim parlò allora a lei, a sua moglie: "Guarda il grande uomo che cerca la vita,
il sonno è sceso su di lui come un velo di nebbia".
200tra le sue ginocchia,
il sonno scese su di lui come un velo di nebbia. Utanapishtim parlò allora a lei, a sua moglie: "Guarda il grande uomo che cerca la vita,
il sonno è sceso su di lui come un velo di nebbia".
Sua moglie così parlò a lui, a
Utanapishtim il lontano:
"Toccalo, fallo svegliare!
Possa egli tornare indietro in pace per la via da cui è venuto.
Possa egli tornare indietro nel suo paese attraversando la porta
da cui è uscito". Utanapishtim parlò a lei, a sua moglie:
205Possa egli tornare indietro in pace per la via da cui è venuto.
Possa egli tornare indietro nel suo paese attraversando la porta
da cui è uscito". Utanapishtim parlò a lei, a sua moglie:
"L’umanità è ingannevole; egli
raggirerà pure te.
Orsù cuoci un pane per lui e ponilo vicino alla sua testa,
segna anche sul muro i giorni che egli passa dormendo". Essa cosse un pane e lo depose vicino alla sua testa;
segnò inoltre sul muro i giorni che egli passò dormendo.
210Orsù cuoci un pane per lui e ponilo vicino alla sua testa,
segna anche sul muro i giorni che egli passa dormendo". Essa cosse un pane e lo depose vicino alla sua testa;
segnò inoltre sul muro i giorni che egli passò dormendo.
Il pane del primo giorno era già
secco,
quello del secondo giorno era raggrinzito, quello del terzo
giorno era molliccio, quello del quarto giorno aveva
la crosta bianca,
quello del quinto giorno aveva perso colore, quello del sesto
giorno era appena cotto,
quello del settimo giorno lo aveva appena sfornato, allorché
egli lo toccò e lo svegliò. Gilgamesh così parlò a lui, a Utanapishtim il lontano:
215quello del secondo giorno era raggrinzito, quello del terzo
giorno era molliccio, quello del quarto giorno aveva
la crosta bianca,
quello del quinto giorno aveva perso colore, quello del sesto
giorno era appena cotto,
quello del settimo giorno lo aveva appena sfornato, allorché
egli lo toccò e lo svegliò. Gilgamesh così parlò a lui, a Utanapishtim il lontano:
"Non appena il sonno è sceso su
di me,
mi hai subito toccato e mi hai svegliato". Utanapishtim così parlò a lui, a Gilgamesh: "Guarda, Gilgamesh! Conta i pani!
Così apprenderai quanti giorni hai dormito.
220mi hai subito toccato e mi hai svegliato". Utanapishtim così parlò a lui, a Gilgamesh: "Guarda, Gilgamesh! Conta i pani!
Così apprenderai quanti giorni hai dormito.
Il pane del primo giorno è già
secco,
quello del secondo giorno è raggrinzito, quello del terzo
giorno è molliccio, quello del quarto giorno ha
la crosta bianca,
quello del quinto giorno ha perso colore, quello del sesto
giorno è appena cotto,
quello del settimo giorno era appena stato sfornato, quando
io ti ho toccato". Gilgamesh così parlò a lui, a Utanapishtim il lontano:
225quello del secondo giorno è raggrinzito, quello del terzo
giorno è molliccio, quello del quarto giorno ha
la crosta bianca,
quello del quinto giorno ha perso colore, quello del sesto
giorno è appena cotto,
quello del settimo giorno era appena stato sfornato, quando
io ti ho toccato". Gilgamesh così parlò a lui, a Utanapishtim il lontano:
"Ahimè! Come ho potuto fare ciò,
Utanapishtim!
Dove potrò andare adesso?
I rapinatori mi hanno intrappolato,
nella mia camera da letto alberga la morte;
dovunque io ponga il mio piede, là c’è la morte".
230I rapinatori mi hanno intrappolato,
nella mia camera da letto alberga la morte;
dovunque io ponga il mio piede, là c’è la morte".
La melanconica partenza del perdente (234-257)
Tu che sei andato alla sua
sponda, rinuncia ad accostarti
ad essa; l’uomo che tu hai portato fin qui, il suo corpo è pieno
di sporcizia;
la bellezza del suo corpo hanno rovinato le pelli che indossa; prendilo Urshanabi! Portalo al lavatoio;
possa egli lavare con acqua la sua sporcizia,
fino a diventare bianco come la neve;
235ad essa; l’uomo che tu hai portato fin qui, il suo corpo è pieno
di sporcizia;
la bellezza del suo corpo hanno rovinato le pelli che indossa; prendilo Urshanabi! Portalo al lavatoio;
possa egli lavare con acqua la sua sporcizia,
fino a diventare bianco come la neve;
possa egli buttare via le pelli,
sicché il mare le porti con sé:
fa’ che il suo corpo sia strofinato fino a
tornare bello;
poni sul suo capo un nuovo turbante;
fagli indossare un vestito che lo rinobiliti;
fino a che egli non giunga alla sua città,
240poni sul suo capo un nuovo turbante;
fagli indossare un vestito che lo rinobiliti;
fino a che egli non giunga alla sua città,
fino a che egli non compia il
suo viaggio,
che il suo vestito non si scolori, che sia nuovo, che sia nuovo". Urshanabi lo prese e lo condusse al lavatoio;
egli lavò con acqua la sua sporcizia, fino a diventare bianco
come la neve; egli buttò via le pelli, sicché il mare le portò con sé:
245che il suo vestito non si scolori, che sia nuovo, che sia nuovo". Urshanabi lo prese e lo condusse al lavatoio;
egli lavò con acqua la sua sporcizia, fino a diventare bianco
come la neve; egli buttò via le pelli, sicché il mare le portò con sé:
il suo corpo strofinò fino a
farlo tornare bello;
pose sul suo capo un nuovo turbante;
indossò un vestito che lo rinobilitò;
fino a che non fosse giunto alla sua città,
fino a che non avesse compiuto il suo viaggio;
250pose sul suo capo un nuovo turbante;
indossò un vestito che lo rinobilitò;
fino a che non fosse giunto alla sua città,
fino a che non avesse compiuto il suo viaggio;
il suo vestito non si sarebbe
scolorato, sarebbe rimasto
nuovo. Gilgamesh e Urshanabi salgono sulla nave;
essi liberano la nave dagli ormeggi e intraprendono il viaggio.
255nuovo. Gilgamesh e Urshanabi salgono sulla nave;
essi liberano la nave dagli ormeggi e intraprendono il viaggio.
Il regalo di commiato (258-301)
"Gilgamesh è venuto a te stanco e abbattuto;
che cosa puoi dargli che possa
portare con sé
nel suo paese?". Egli allora Gilgamesh sollevò il remo
e fece accostare la nave alla sponda.
Utanapishtim così parlò a lui, a Gilgamesh: "Gilgamesh, tu sei venuto stanco e abbattuto,
260nel suo paese?". Egli allora Gilgamesh sollevò il remo
e fece accostare la nave alla sponda.
Utanapishtim così parlò a lui, a Gilgamesh: "Gilgamesh, tu sei venuto stanco e abbattuto,
cosa posso darti da portare con
te al tuo paese?
Ti voglio rivelare, o Gilgamesh, una cosa
nascosta,
il segreto degli dei ti voglio manifestare. Vi è una pianta, le cui radici sono simili a un rovo,
le cui spine, come quelle di una rosa, pungeranno
le tue mani;
265il segreto degli dei ti voglio manifestare. Vi è una pianta, le cui radici sono simili a un rovo,
le cui spine, come quelle di una rosa, pungeranno
le tue mani;
se tu puoi raggiungere tale
pianta e prenderla
nelle tue mani [ ]". Appena Gilgamesh udì ciò, egli aprì un foro,
si legò ai piedi grandi pietre,
e si immerse nell’Apzu, la dimora di Ea;
egli prese la pianta sebbene questa pungesse le sue mani,
270nelle tue mani [ ]". Appena Gilgamesh udì ciò, egli aprì un foro,
si legò ai piedi grandi pietre,
e si immerse nell’Apzu, la dimora di Ea;
egli prese la pianta sebbene questa pungesse le sue mani,
slegò quindi le grandi pietre
che aveva ai piedi,
e così il mare lo fece risalire fino alla sponda. Gilgamesh parlò a lui, ad Urshanabi il battelliere: "Urshanabi, questa pianta è la pianta
dell’irrequietezza; grazie ad essa l’uomo ottiene... nel suo cuore,
275e così il mare lo fece risalire fino alla sponda. Gilgamesh parlò a lui, ad Urshanabi il battelliere: "Urshanabi, questa pianta è la pianta
dell’irrequietezza; grazie ad essa l’uomo ottiene... nel suo cuore,
io voglio portarla ad Uruk, e
voglio darla da mangiare
ai vecchi e così provare la pianta.
Il suo nome sarà: ’Un uomo vecchio si trasforma in uomo
nella sua piena virilità. Anch’io voglio mangiare la pianta e così ritornerò giovane". Dopo venti leghe essi fecero uno spuntino;
dopo trenta leghe essi si fermarono per la notte;
280ai vecchi e così provare la pianta.
Il suo nome sarà: ’Un uomo vecchio si trasforma in uomo
nella sua piena virilità. Anch’io voglio mangiare la pianta e così ritornerò giovane". Dopo venti leghe essi fecero uno spuntino;
dopo trenta leghe essi si fermarono per la notte;
Gilgamesh vide un pozzo le cui
acque erano fresche,
si tuffò in esse e si lavò; ma un serpente annusò la fragranza della pianta,
si avvicinò silenziosamente e prese la pianta;
nel momento in cui esso la toccò, perse la sua vecchia pelle.
285si tuffò in esse e si lavò; ma un serpente annusò la fragranza della pianta,
si avvicinò silenziosamente e prese la pianta;
nel momento in cui esso la toccò, perse la sua vecchia pelle.
Gilgamesh quel giorno sedette e
pianse,
le lacrime scorrevano sulle sue guance. Egli allora parlò ad Urshanabi il battelliere: "O Urshanabi, per che cosa si sono affaticate le mie braccia?
Per quale scopo è scorso il sangue nelle mie vene?
290le lacrime scorrevano sulle sue guance. Egli allora parlò ad Urshanabi il battelliere: "O Urshanabi, per che cosa si sono affaticate le mie braccia?
Per quale scopo è scorso il sangue nelle mie vene?
Non sono stato capace di
ottenere alcunché di buono
per me stesso! Io ho fatto del bene persino al leone della steppa, ed ora
l’onda si è già allontanata di venti leghe. Nell’aprire il foro ho lasciato cadere dentro gli arnesi
di lavoro;
cosa potrei trovare ora da porre al mio fianco? Io voglio
abbandonare la ricerca!
Avessi lasciato la nave ai suoi ormeggi!".
295per me stesso! Io ho fatto del bene persino al leone della steppa, ed ora
l’onda si è già allontanata di venti leghe. Nell’aprire il foro ho lasciato cadere dentro gli arnesi
di lavoro;
cosa potrei trovare ora da porre al mio fianco? Io voglio
abbandonare la ricerca!
Avessi lasciato la nave ai suoi ormeggi!".
Dopo venti leghe
essi fecero uno spuntino;
dopo trenta leghe essi si fermarono per la notte;
300essi fecero uno spuntino;
dopo trenta leghe essi si fermarono per la notte;
Rientro ad Uruk (302-308)
"Sali, o Urshanabi, sulle mura di Uruk!
Percorrile!
ispeziona le fondamenta, scrutane i mattoni:
non è forse
vero che sono davvero mattoni cotti?
Non sono stati i sette saggi a
porre le sue fondamenta?
Un miglio quadrato è la città, un miglio
quadrato sono
i suoi orti, e così pure le sue cisterne
oltre alle terre del tempio di Ishtar.
Per tre miglia quadrate si estende Uruk senza contare
i suoi terreni agricoli. Avessi lasciato oggi il pukku nella casa del falegname!".
305i suoi orti, e così pure le sue cisterne
oltre alle terre del tempio di Ishtar.
Per tre miglia quadrate si estende Uruk senza contare
i suoi terreni agricoli. Avessi lasciato oggi il pukku nella casa del falegname!".